Comunicato stampa

Esce per Universal Music ItaliaQuesta non è l’America“, l’album di debutto della band
sardo-campana, prodotto da Pietro Foresti (premio “Best Rock Produceer” 2016). Manifesto
programmatico della band, il lavoro abbraccia temi sociali e culturali, raccontati dalla parte
dei diversi, degli emarginati. Si passa dall’individuale al collettivo, dai desideri alle necessità.

Dalla lotta al pregiudizio, all’omaggio di chi ha cambiato, in un modo o nell’altro, la storia. In
8 tracce, registrate al Frequenze Studio di Monza, si esprime tutta la disillusione, la rabbia di
una generazione senza futuro, di un mondo rotto in mille pezzi da rattoppare. Ad Hollywood
si dice che “il regista è l’ultimo film che fa”, di contro La Faida dice che l’arte è la somma di
tutto il nostro vissuto, al di là del trend, al di là dell’abito che ogni volta si è obbligati ad
indossare. Dopo essersi incontrati al Whisky a Gogo, nel gennaio 2020, la band inizia a
comporre, scrivendo di ciò che hanno vissuto e testimoniando ciò che hanno visto. “Questa
non è l’America
” é la fine del sogno americano per i 5 ragazzi sardo-campani, e al tempo
stesso l’inizio di una nuova presa di coscienza artistica, ma soprattutto umana. “Questa non è
l’America” al tempo stesso è un monito e un augurio a forgiare il proprio destino con i propri
ideali, con le proprie parole.


L’album si apre con “Anima Meridionale” brano dalle sonorità hard rock cantato in
italiano,sardo e campano. Una denuncia sociale ai pregiudizi tra nord e sud Italia. A seguire
Faida” un inno per dare voce a chi non ha voce, che affonda le sue radici nel rap e nel
crossover. Il terzo brano, “Medicina” è forse il più duro dell’album, ed evidenza come la
musica possa essere davvero una cura ai propri mali.
Con “Strade Diverse” ci si addentra quasi nella tradizione del cantautorato, per un brano che
è uno sfogo contro chiunque ritenga che esista una ed una sola strada per sentirsi realizzati.
“Generalità” è un pezzo sarcastico in cui si mostra come il pregiudizio verso chi fa musica,
vista come perdita di tempo, un hobby e non un mestiere, sia comune in più ambiti sociali.
La diversità è vista come sintomo di delinquenza e di svogliatezza. “Welcome (Benvenuti nel
mio Freakshow)
” è il primo singolo estratto dall’album ed è un grido rabbioso contro la
concezione dell’arte come consumo compulsivo di prodotti usa e getta, in cui l’arte si riduce
a circo e gli artisti in freak usa e getta. Il penultimo pezzo, “Riva e Maradona” è un omaggio
ai due grandi campioni visti dalla band come guerrieri, come condottieri che nello sport
hanno dato voce ad un Sud che voce non ne aveva. Il disco si chiude con “Sul Palco” un inno
finale, così come la band chiude i suoi live, così si conclude lo show, così si conclude “Questa
non è l’America
“.

Potete seguire la band sui loro profili social
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